RAPTOR: stato dell'arte


(beppenapo) #1

Grazie @steko per avermi coinvolto nella comunità :wink:
Questa è stata la prima discussione che ho letto…coincidenze, caso, karma?
@AlessioPao RAPTOR è arrivato a buon punto, sono stati corretti quasi tutti i bug critici e sono state integrate alcune funzioni che mancavano.
Intanto le regioni coinvolte hanno rilasciato le norme per la consegna delle doc scavo da parte delle ditte.
Tra le cose più “succulente” che sto rilasciando in questi giorni c’è la possibilità di scaricare uno zip dei siti contenente shp, csv, json e gml; si possono scaricare in blocco tutti i siti presenti o fare una ricerca per localizzazione (regione, provincia o comune), cronologia e tipologia e scaricarsi i risultati.
Per velocizzare la procedura di digitalizzazione, oltre ad utilizzare i tool per la vettorializzazione da web, è possibile caricare direttamente lo shapefile: la funziona (scritta in python … magari a qualche archeonerd interessa :wink: ) controlla il tipo di geometria e lo srid, se è tutto a posto converte lo shp in sql e importa i dati nel db…una sorta di SPIT per web.
E’ stata inserita una pagina con statistiche specifiche per ogni classe di oggetti: progetti, interventi, siti, vincoli, indagini negative.
La Lombardia è riuscita ad acquistare un server per permettere di configurare un piano di disaster recovery per il db, ed un NAS da sincronizzare con il NAS di Roma per il backup dei file…insomma c’è ancora tanto lavoro a fare ma posso dire che il sistema sta lavorando a pieno regime già da qualche mese.
Non è stato facile, esclusivamente per motivi “politici”, ma alla fine i responsabili hanno deciso di adottare per i dati e per la struttura del db la licenza CC0, per il codice la affero-gpl, il tutto disponibile su github.
I dati dovevano essere accessibili a tutti (senza login) già da un po’ ma purtroppo i tempi si sono allungati un po’ per colpa mia (sono pur sempre un archeologo :wink: e non posso permettermi di lavorare a tempo pieno su un solo progetto) e un po’ per i casini che stanno succedendo internamente al Ministero: i funzionari responsabili della revisione dei dati hanno ben altre beghe da gestire…magari @steko può capire!!!

RAPTOR è un bellissimo progetto, partito dal basso, con pochi soldi e tanta volontà e, a detta dei vari funzionari che lo stano usando, sembra funzionare (!!!).
Attualmente ci lavorano 3 regioni, Lombardia, Veneto e Friuli.

Vi lascio un po’ di numeri aggiornati ad oggi:
182 utenti di cui 68 ditte
1081 pratiche
287 interventi
8328 siti
865 documentazioni di scavo
371 vincoli

Scusatemi se sono stato prolisso ma, come forse potete intuire, è un progetto a cui tengo molto :wink:

Salud, dinero y amor

-beppe-


Soprintendenza Liguria: norme per l’elaborazione della documentazione definitiva di scavo
(Stefano Costa) #2

Grazie a te Beppe per tutte le informazioni e la schiettezza. Spero che si possano affrontare alcuni dei punti critici che segnali, magari anche discutendoli nel dettaglio anche sulla base di altre esperienze (penso in primo luogo al SITAR come progetto a base locale e ovviamente a SIGECWeb/Vincoli in rete che è lo strumento ufficiale del Ministero). I numeri che fornisci sono comunque molto significativi, si riferiscono alla documentazione completa incluso il pregresso oppure solo a quello che è stato elaborato direttamente su RAPTOR?

Mi stupisce quello che scrivi sul fatto che

il sistema sta lavorando a pieno regime già da qualche mese

perché da quello che molti colleghi delle altre soprintendenze mi avevano detto ero convinto che RAPTOR fosse effettivamente in funzione da diversi anni.

Aggiungo per ora che il sorgente di RAPTOR è già disponibile su GitHub:

https://github.com/beppenapo/raptor

e che il sito web del progetto è consultabile all’indirizzo https://www.raptor.beniculturali.it/ anche se il sito restituisce un errore del certificato di sicurezza :sweat:

https://www.raptor.beniculturali.it/

L’autorità emittente del certificato del peer non è stata riconosciuta.

HTTP Strict Transport Security: false
HTTP Public Key Pinning: false


(beppenapo) #3

No, si riferiscono anche al pregresso.
Il recupero del pregresso è uno dei punti su cui abbiamo lavorato di più, non è stato semplice trovare un modo per integrare il pregresso all’interno di una struttura molto articolata: ad esempio per gli interventi sul campo viene compilato un form in cui viene indicata la ditta archeologica, alla quale arriva una mail di notifica di assegnazione. Ciò presuppone che la ditta sia presente tra gli utenti abilitati, per il pregresso abbiamo a che fare con ditte che magari non esistono più.
Stesso discorso per le assegnazioni delle pratiche ai funzionari: una pratica viene assegnata ad un funzionario (in teoria dall’ ufficio protocollo) che se la ritrova nella sua bacheca personale…il problema era recuperare pratiche di 10 anni fa assegnata a funzionari che, magari non sono più in attività.
Siamo riusciti a gestire questi casi e, con l’aiuto preziosissimo di tirocinanti, F3, laureandi ecc. è stato possibile recuperare tanto pregresso!

Mi stupisce quello che scrivi sul fatto che

il sistema sta lavorando a pieno regime già da qualche mese

perché da quello che molti colleghi delle altre soprintendenze mi avevano detto ero convinto che RAPTOR fosse effettivamente in funzione da diversi anni.

E’ così, forse mi sono espresso male io, RAPTOR viene utilizzato quotidianamente dal 2013, all’inizio solo dal dott. Frassine sulla sua provincia di competenza (area pilota), poi da altri funzionari di Lombardia e Veneto, per capire “cosa mancava”, ad esempio il Veneto ha lavorato sui siti marini, che all’inizio non c’erano. Dall’anno scorso sono state coinvolte alcune ditte che hanno dato la loro disponibilità a fare da “tester”, finché è stato deciso di utilizzarlo in maniera sistematica inserendo tutte le ditte, facendo uscire le linee guida ecc. ecc.


(beppenapo) #4

…dimenticavo,
il repo su github non è ancora completo, ci sto lavorando, ad esempio manca la struttura del db, e direi che è findamentale :wink:

Per quanto riguarda il certificato ssl [quote=“steko, post:2, topic:150”]
L’autorità emittente del certificato del peer non è stata riconosciuta.
[/quote]

Semplicemente perché non è stato rilasciato da un’autorità certificata ma è “autoprodotto” con openssl…al riguardo ho letto questo tuo post e stavamo valutando la possibilità di adottarlo anche noi ma ho qualche dubbio (che magari ti scrivo nel post specifico :wink: )
Accettate pure il certificato, giuro che non verrà installato nessun rootkit :slight_smile:


(Alessio) #5

Grazie per le informazioni @beppenapo e grazie a @steko per l’interessamento :slight_smile: Mi dispiace di rispondere con ritardo, ma sto seguendo varie pratiche per il mio dottorato che mi stanno portando via tempo.

Mi sembra un ottimo progetto in crescita e capisco anche che non tutti siano felici dello sviluppo di un prodotto interno al ministero. La buona volontà avrebbe bisogno di essere sostenuta con finanziamenti adeguati, ma non sempre succede.

Questa mi sembra la nota migliore: lo stato che promuove la cultura e la rilascia liberamente in rete, compresi gli strumenti, è ciò che mi piacerebbe vedere più spesso. Sono davvero felice che tu possa lavorare a questo progetto e portarlo avanti. Aspetto che i dati vengano rilasciati senza login per poterlo toccare con mano :wink: