Commento su ArcheoFOSS apparso su Archeologia Medievale


(Stefano Costa) #1

A giugno, sfogliando l’ultimo numero di Archeologia Medievale, ho visto che si parla di noi. Nella parte iniziale c’è una serie di contributi molto interessanti dedicati a Tiziano Mannoni, e in uno di questi contributi, firmato da Marco Valenti, si parla di ArcheoFOSS. Non se ne parla molto bene, ma viene fatta una critica abbastanza articolata nell’ambito di un discorso più generale sulle vicende dell’informatica applicata all’archeologia in Italia.

L’articolo si trova qui https://www.academia.edu/11318175 per chi fosse interessato a leggerlo. Relativamente alla parte del contributo in cui si parla dei blogger c’è stato un breve dibattito su Facebook in cui indirettamente venivano riprese le critiche.


(Anna Maria Marras) #2

Mi piacerebbe rispondere meglio, anzi intavolare una discussione, perché su alcuni punti mi trova d’accordo.


(Luca Mandolesi) #3

Sarebbe molto bello aprire un dibattito. Molte cose dette sono vere, altre diciamo sono una visione un po’ retrò, altre ancora prendono solo un aspetto del fenomeno opensource… tuttavia non credo che debba essere un dibattito…ma un piano di progettazione comune per ovviare a tutto quello che Valenti mette in evidenza.


(Anna Maria Marras) #4

Perché non apriamo un momento di discussione su Twitter? Prepariamo un post che analizzi l’articolo sul blog e poi invitiamo chi è interessato a partecipare ad una discussione virtuale su Twitter? Un po come un live tweeting di una conferenza, è vero che non tutti gli archeologi sono sui social ma è anche un esperimento per vedere come risponde la comunità. Che dite?


(P L Buttiglione ) #5

Bello @anna_maria_marras! Davvero! E magari allo stesso tempo potrebbe così essere segnalate anche buone pratiche, alla fine Valenti cita solo pochi esempi di “compiutezza del potenziale” -o qualcosa del genere- dell’open source in progetti “sull’archeologia”, ma io non ci credo che in Italia siano solo tre :slight_smile: sono certa non ci creda chiaramente nemmeno il professor Valenti, ma sarebbe magari utile questa raccolta di materiale, magari in futuro potrebbe essere la base per una analisi di benchmarking (non so come tradurlo in italiano!) -o qualcosa del genere.